La Salita di Montallegro

Il Territorio

L’antica mulattiera che sale a Montallegro, attraversa un’area in gran parte boschiva, ricca di elementi naturali di grande pregio, tali da essere inclusa nel Sito di Interesse Comunitario (SIC) “Rio Tuja-Montallegro”.

Lungo la mulattiera, spicca in particolare una parte dell’omonima lecceta, con gli esemplari più imponenti lungo il viale che porta al Santuario: lecci secolari catalogati tra gli alberi monumentali. I lecci sono querce sempreverdi tipiche della vegetazione mediterranea, che in passato hanno coperto i versanti meridionali dei rilievi costieri formando imponenti foreste.

L’utilizzo del territorio da parte dell’uomo, che ha adibito vaste aree alla coltivazione dell’ulivo e di altre specie di alberi fondamentali per il suo sostentamento, come i castagni, o ha disboscato le zone di crinale per fare spazio a pascoli e prati da sfalcio, ha mutato profondamente la vegetazione di questi versanti. La lecceta odierna è il prodotto di decenni di evoluzione naturale dell’ambiente a partire dall’abbandono di pascoli, conseguente alla scomparsa della transumanza, proprio perché il leccio è l’albero più adatto a crescere alle nostre condizioni climatiche e di esposizione.

Nella lecceta si trovano alcuni rari coleotteri: Carambix cerdo, noto anche come Carambice delle querce, e Lucanus cervus, il cervo volante. Entrambi questi coleotteri sono xilofagi, organismi che si nutrono del legno di alberi vecchi o morti, e sono specie protette. La rigogliosa valle Tuja, che prende nome dall’omonimo Rio che l’ha scavata nel corso dei millenni, è un raro esempio di ambiente scarsamente antropizzato.

L’acqua del Rio Tuja, in passato, alimentava diversi mulini e frantoi ed il sentiero che risale la valle era una importante via di comunicazione e commercio per le famiglie che abitavano nelle frazioni di Case Castrusso e Casette, sotto Pianalunga. Oggi il Rio forma delle belle pozze di acqua limpida e fresca, in cui si riproducono anfibi come la Salamandrina terdigitata, comunemente conosciuta con il nome di salamandrina dagli occhiali, la Salamandra salamandra, o salamandra pezzata, la Rana italica, conosciuta con il nome comune di rana appenninica e lo Speleomantes strinatii, o geotritone.

Nella foto: Cephalanthera longifolia / Alessandra e Rocco Marciano

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